giovedì, luglio 20, 2006
Guerra e coerenza
Oggi ho deciso di dare spazio alla lettera con cui Paolo Cacciari, deputato di Rifondazione Comunista, ha deciso di rassegnare le dimissioni dal proprio incarico in forte contrasto con i vertici politici del suo partito in merito al disegno di legge, in via di approvazione, che rifinanzia le missioni militari all'estero. Ritengo che sia, da parte sua, un importante gesto di coerenza in un momento in cui politici che fino a poco tempa fa scendevano in piazza contro la guerra adesso si piegano a ragioni di "realpolitik". Oltretutto, c'è da segnalare che Paolo Cacciari è anche un deciso sostenitore della decrescita, ha infatti scritto sull'argomento un libro e diversi articoli che è possibile leggere nel sito www.carta.org nella sezione dedicata alla "decrescita felice". Ma ecco a voi infine il testo della lettera.

Presidente, deputati,
perdonate le mie debolezze e le mie paure, ma questa volta la politica non mi aiuta a tenere assieme ragionamento e convinzione (Bobbio avrebbe detto: l'etica della responsabilità e la coscienza). La prima mi dice che la mozione della maggioranza e il conseguente disegno di legge sono i migliori possibili nelle condizioni date. La seconda mi dice che le carneficine in corso in Medio Oriente avrebbero bisogno di una rottura netta, immediata, con le pratiche e le politiche fin qui condotte dall'Italia, dall'Europa, dalle potenze occidentali. Potremmo non avere a disposizione altri sei mesi per convincerci che non saranno mai gli interventi militari a portare stabilità, sicurezza, pace (per non parlare della "democrazia") né a "loro", né a noi. Dal Libano alla Siria all'Iran il passo della spirale si allarga paurosamente. Il nostro è, oramai, il tempo della guerra.

La violenza, sotto qualsiasi forma, determina altra violenza. "Lo strumento militare non è adatto sradicare il terrorismo", ha scritto un nostro generale. I bacini d'odio si prosciugano con altri mezzi. Michael Nagler ha scritto: "Scegliere la via della convinzione, anziché quella della minaccia e del dominio". Tra la partecipazione alle guerre e l'inazione ci sono altre forme di intervento, di confidence bulding, di riconciliazione, di interposizione nonviolenta, di creazione di corpi civili volontari di pace, di mobilitazione delle infinite risorse di solidarietà e cooperazione di cui dispone la società civile. Proviamoci, almeno! Molte persone che stimo, il presidente Bertinotti per primo, affermano che gli argomenti del pacifismo di principio nonviolento in queste aule sono fuori luogo. Peggio un tempo si sarebbe detto che "oggettivamente" fanno il gioco delle parti più avverse.

Indebolire la mia amata parte politica, mettere in difficoltà questo ottimo governo sarebbe l'ultimo degli "effetti indesiderati" generati dal clima di guerra in cui siamo tutti immersi. Per evitare queste conseguenze accolgo di buon grado l'invito a lasciare libero questo seggio "al prossimo della lista". Accetti, presidente, questa mia brevissima dichiarazione già come lettera di dimissioni, così che la forza e la compattezza della maggioranza possano essere subito ripristinate.

Nel frattempo non partecipo ai voti sulla mozione e sul disegno.
Relativamente al partito di Rifondazione Comunista, segnalo anche la lettera che l'associazione Progetto Gaia ha indirizzato al segretario di Rifondazione Comunista di Milano riguardo alle false promesse circa la presenza di menù vegetariani alla Festa di Liberazione che si è svolta recentemente nel capoluogo lombardo.
 
posted by Daniele at 11:02 AM | Permalink |


8 Comments:


  • At 12:16 PM, Anonymous Leander

    Caro amico Daniele...in politica le prese per il **** non sono nate adesso ma sono sempre esistite...gli ideali in politica sono semplicemente uno specchio per le allodole ( gli elettori )...quando i nostri politici siedono sulla "poltrona" spesso e volentieri si dimenticano del programma con cui hanno invaghito gli elettori...casi come il Cacciari sono molto rari ( purtroppo rarissimi ) e a vedere anche altre cose che sta combinando il governo mi fa pensare che la prossima volta col ***** che li voto,scheda bianca!!!...ennesimo caso in cui leviamo una testa di ***** per sostituirla con un altra...ci siamo fatti incantare da quattro parole...siamo polli ( sensa offesa per il pannuto ) e creduloni...e a vedere anche le reazioni dei sindacati ad altre manovre di governo mi fa pensare che non siamo stati i soli :)))

     
  • At 12:43 PM, Blogger Vera

    Daniele, come sei professionale!

     
  • At 12:47 PM, Blogger Daniele

    Professionale?

    Uauhauhahuahuahuahuahuahahuahuau

    :)

     
  • At 6:31 PM, Anonymous Marcello

    Tutto molto bello, però c'è una cosa che mi sfugge: Cacciari il programma di governo l'aveva firmato oppure no? Non lo sapeva a cosa sarebbe andato incontro?

    M.

     
  • At 8:31 PM, Blogger Daniele

    Ma nel programma di governo era previsto il rifinanziamento delle missioni all'estero? Io avevo sentito parlare soltanto del ritiro dall'Iraq, peraltro non ancora avvenuto.

     
  • At 6:59 AM, Anonymous Marcello

    Certo che era previsto. Così come era previsto il ritiro dall'Iraq, ma in una forma non molto diversa da quella che aveva promesso il governo precedente.

    Quando uno decide di partecipare al governo, all'interno di una coalizione così variegata come è questa della maggioranza (pensate a mastella e alla rosa nel pugno), deve anche comprendere che per certe cose bisogna accettare un compromesso.

    Tutto questo ha un senso: impedire ai fascisti di tornare al governo.

    M.

     
  • At 8:58 AM, Blogger Daniele

    Però, se la politica di questo governo somiglia in maniera spaventosa a quella del governo precedente, resta soltanto una magra consolazione. Anche se in effetti non mi aspettavo nulla di diverso. E' per questo che sono andato a votare con i contorcimenti allo stomaco.

     
  • At 10:19 AM, Anonymous Marcello

    Già, ma votare, e in questo caso votare un governo che è al massimo meno peggio di quello precedente (anche se in realtà per tante cose sarà molto meglio) è soltanto una delle opzioni che abbiamo per cercare di migliorare la situazione.

    Dobbiamo impegnarci nella società civile, confrontarci, fare informazione, cambiare le nostre abitudini e realizzare quella rivoluzione personale che è alla base di un cambiamento più ampio di tutto il mondo che abbiamo intorno.

    Ci si prova, insomma. Non lasciando nulla di intentato.

    M.