martedì, gennaio 23, 2007
Rete per la difesa dei Beni Comuni
Una nuova opportunità per i cittadini di Palermo

In seguito a due incontri promossi in Dicembre al Centro Arrupe da Padre Alex Zanotelli e da Padre Gianni Notari, che hanno visto la partecipazione di numerosi cittadini pronti ad impegnarsi per importanti problematiche sociali, si è costituita la “Rete per la difesa dei Beni Comuni ”

Nella città di Palermo si assiste al perdurare di gravi problemi socio-economici che mantengono fasce di cittadini deprivati degli strumenti di sviluppo, del lavoro e dei più elementari servizi civici quali acqua, energia, raccolta rifiuti ecc. In questo quadro, purtroppo, la maggioranza della popolazione è chiusa nel proprio interesse personale, incantata e stordita dai reality televisivi e poco attenta ai piani progettuali del potere politico. Per questo motivo, malgrado l'attività di vari comitati e associazioni, ai quali la Rete si rivolge per arricchirsi dell'esperienza disponibile, si stenta a creare un forte e unitario movimento di cittadinanza attiva.

La “Rete per la difesa dei Beni Comuni” si propone l'obbiettivo primario di coinvolgere il maggior numero di cittadini interessati al tema della difesa dei Beni Comuni e della tutela dell’ambiente e della salute e ad un corretta soluzione dei problemi riguardanti il territorio e lo sviluppo della città. Priorità sarà data ai due temi che al momento costituiscono il pericolo maggiore: il tentativo di privatizzazione dell’acqua e la minacciata costruzione degli inceneritori di rifiuti.

Per quanto riguarda la questione Acqua il problema è il tentativo in corso, in tutto il mondo e non solo in Italia - e in alcune zone già realizzato - di privatizzare questo bene comune fondamentale e vitale tanto per l'uomo che per gli altri esseri viventi facendone oggetto di mercato. In alcuni paesi del Sudamerica sono state le popolazioni, scese in massa in piazza, a bloccare i tentativi di privatizzazione, mentre in Europa e in Italia, si sono già concretizzati parecchi contratti con società che, a fronte di una millantata maggiore efficienza nel servizio, impongono vertiginosi aumenti delle tariffe. Tutto questo malgrado la Conferenza Internazionale di Lisbona abbia sancito che l'acqua è un diritto fondamentale dell'umanità e che non può essere proprietà di nessuno.

In Sicilia, conseguentemente all'indirizzo politico attuale, è in atto il tentativo di privatizzazione iniziato con lo smantellamento degli enti pubblici quali l'EAS, e la creazione di una cosiddetta Agenzia (con stipendi da nababbo per i funzionari addetti) che anacronisticamente accentra non solo le funzioni di gestione e pianificazione, ma anche quelle di controllo (in pratica si “autocontrolla”).

Per contrastare questo piano iniquo la Rete si propone d'impegnarsi nella campagna, in corso a livello nazionale, di raccolta firme per la presentazione della Proposta di Legge d'iniziativa Popolare "Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico"

Per quanto concerne la questione Rifiuti (Materiali post-Consumo), bisogna ricordare che l’attuale Piano Regionale Rifiuti, tenacemente perseguito dal Presidente Cuffaro, prevede la realizzazione di quattro grandi inceneritori (chiamati in maniera eufemistica termovalorizzatori per far credere che possano produrre energia in quantità rilevante, bruciando ogni tipo d'immondizie), da collocare in siti di particolare interesse ambientale quali la valle del Simeto (Paternò), la zona agricola di Casteltermini nei pressi del fiume Platani, la zona già martoriata di Augusta e l’area di Bellolampo, che domina la città di Palermo.

Oltre ai gravissimi problemi d'ordine ambientale e sanitario, dovuti all’immissione nell’ambiente di alcune tra le molecole e sostanze più tossiche che l’uomo conosca (diossine, metalli pesanti, polveri ultrafini ricche di sostanze nocive) ed all’inquinamento atmosferico, del terreno, delle falde idriche e dell’intera catena alimentare, esistono molti altri motivi per considerare l'incenerimento dei rifiuti una soluzione errata ed antieconomica, che in base alle stesse normative nazionali ed europee dovrebbe essere al limite riservata ad una quota minima e residuale di rifiuti. Ma enormi interessi d'ordine politico e speculativo ostacolano la corretta applicazione della Legge e premono per la realizzazione di un sistema di smaltimento ecologicamente dannoso, impedendo la realizzazione della corretta filiera, incentrata sulla raccolta differenziata e sul recupero di materiali cartacei, lignei, plastici ecc. che permetterebbe di avviare l'industria del riciclo; di creare nuovi posti di lavoro; di ridurre anziché moltiplicare i costi del servizio e le tasse a carico dei cittadini.

Anche per questa dura lotta civile, ci si può impegnare per la raccolta firme, già in atto, che chiede il blocco immediato dei cantieri di Augusta, Bellolampo, Casteltermini e Paternò.

Sulla base di queste brevi illustrazioni delle principali tematiche prese in considerazione dalla Rete, durante le riunioni preliminari si è deciso, attraverso elaborazioni di gruppi di lavoro, di procedere individuando dei punti come tappe di percorso e precisamente:

1) Elaborazione del presente documento programmatico quale sintesi delle varie proposte denominato "Patto Civile" la cui firma rappresenti l'impegno da parte d'ogni componente della Rete ad attivarsi per raggiungere gli obiettivi stabiliti.

2) Approfondimento delle tematiche relative per dare ad ognuno la conoscenza anche tecnica e scientifica che permetta di sostenere dibattiti e confutazioni da parte di chiunque.

A questo proposito s'individua la necessità di creare un momento stabile e continuativo con un preciso riferimento temporale aperto a tutti, quale ad esempio un "laboratorio permanente" presso il Centro Pedro Arrupe, con cadenza settimanale in orario fisso. La proposta iniziale è di 4 incontri al mese, due per ogni problematica, uno per settimana, alternati, alle ore 18.30/20.00 (ad es. il Lunedì della prima e della terza settimana dedicato al tema della privatizzazione dell'acqua, quello della seconda e quarta al tema della corretta gestione dei materiali post consumo/rifiuti ) così da dare a chiunque lo desideri la possibilità di approfondire le tematiche suddette, grazie anche ad interventi di tecnici ed esperti ed all'ausilio di ampia documentazione.

3) Individuazione di strumenti concreti per informare, sensibilizzare, responsabilizzare i cittadini al fine di dar vita, nella nostra città, ad una cittadinanza attiva, libera da qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica, in grado di trasformarsi in lievito per una vera democrazia partecipata.

Tra i vari strumenti ipotizzati: sit-in nei quartieri, con proiezioni di filmati, incontri, dibattiti per creare punti d'aggregazione e coinvolgere il maggior numero di soggetti attivi sul territorio : Chiese, Scuole, Associazioni, Circoli ed enti locali con particolare riferimento alle Circoscrizioni Comunali. Affinché tutto questo lavoro sia produttivo e non dispersivo sarebbe augurabile la formazione di gruppi di lavoro ben definiti che si diano un programma pianificato nel tempo e predispongano la necessaria documentazione da diffondere nel territorio. Sarebbe oltremodo utile ed efficace dare vita a strumenti condivisi d'informazione e comunicazione on-line, quali un sito web ove attingere informazioni e notizie, uno spazio-forum e una mailing-list con la quale collegare ogni componente della Rete.

4) Periodiche riunioni che permettano di fare il punto e di trarre elementi utili per il proseguimento dell'attività della Rete.

Per ulteriori informazioni e per aderire alla Rete scrivere a questo indirizzo e-mail.
 
posted by Daniele at 10:10 AM | Permalink |


2 Comments:


  • At 5:11 PM, Anonymous Franz

    Auguri di cuore alla nascente rete. Che l'impegno eroico di pochi sia di traino per tutti !!!

    Ciao!

    ps: ci si vede a Bologna sabato 27, per l'assemblea dell'Associazione per la Decrescita?

     
  • At 5:40 PM, Blogger Daniele

    Ehi ciao... grazie!:-)

    Per quanto riguarda l'incontro di Bologna... no, non ci sarò... :(... non mi viene proprio dietro l'angolo... ;)

    Non prenderò un aereo per venire ad un incontro sulla decrescita, eheh.:)